
Ha scelto i libri come amici. Anche se a volte sono pieni di segreti.
«Se ami i libri gialli, le investigatrici dalla battuta pronta e sei attratta dal mondo delle case editrici non puoi non diventare addicted di Vani Sarca.»
Cosmopolitan - Adelaide Barigozzi
«Una nuova avventura di Vani, ghostwriter e collaboratrice di un affascinante commissario.»
Tuttolibri La Stampa
«Una protagonista, un po’ asociale, che ha il dono di capire al volo le persone e di anticiparne le azioni.»
Robinson la Repubblica - Stefania Parmeggiani
«Dopo il successo dei primi quattro libri della serie che la vedono protagonista, torna la ghostwriter più misantropa di sempre.»
Grazia.it - Giulia Caterina Trucano
«Vani Sarca ricorda Raymond Chandler e Dashiell Hammett, con un po’ di Agatha Christie e Patricia Highsmith.»
F - Anna Tagliacarne
Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.Alice Basso ha creato un personaggio fantastico. Una protagonista originale che i suoi lettori chiamano per nome come un'amica. Una protagonista che vive in mezzo ai libri, da cui ha imparato quasi tutto quello che sa. Intorno a lei, altri personaggi indimenticabili cui affezionarsi romanzo dopo romanzo. Un universo in cui calarsi per ricordarsi che il piacere della lettura è questo: una storia che incanta e uno stile impeccabile.
Dettaglio del libro
Titolo del libro: Un caso speciale per la ghostwriter PDF
Categoria del libro: Kindle Store,eBook Kindle,Letteratura e narrativa
Dimensioni file=913 KB
Lunghezza stampa=339
Venduto da=Amazon Media EU S.à r.l.
È con un po' di dolore che mi avvio a scrivere questa recensione, perché significa che ho appena finito di leggere questo libro geniale che pone fine ad una serie che ho amato intensamente.La storia riprende da dove l'avevamo lasciata al termine del 4^ romanzo e si dipana tra presente e passato, facendoci conoscere tanti retroscena e finendo di porre tutte le tessere al loro posto, in questo bellissimo puzzle che la Basso ci ha regalato. Nonostante il punto di vista narrante sia sempre quello di Vani, il romanzo è più corale degli altri, con una partecipazione attiva di tutti i personaggi incontrati in precendza.Vani Sarca è sempre lei, dotata di una ironia sagace e divertente e di un sarcasmo tagliente, ma, in quest'ultimo libro, si completa la sua evoluzione e così diventa adulta anche lei, prende le sue decisioni difficili o fuori dalla propria comfort zone, chiude ed apre porte, perché:" Le cose cambiano.Le storie finiscono.Altre storie iniziano"Ho letteralmente adorato questa protagonista, fin dal primo libro, ed ora è difficile salutarla. La stessa cosa vale per tutti gli altri personaggi che hanno popolato le pagine di questa serie: il commissario Berganza, anima complementare di Vani, Morgana, la Vani junior, così simile ma cosi diversa da lei, il bel Riccardo che tante volte avrei preso a calci, ma che sa farsi amare, Enrico ed io suo testone, e poi tutti gli altrii, che hanno arricchito tantissimo tutte le storie, a volte essendone coprotagonisti, a volte essendone solo figure secondarie: Irma, Laura Antonia, Olga, Lara...In questo libro manca la pante investigativa del crimine, perché crimine non ce n'é, ma abbiamo tutto un continuo scoprire e ripercorrere la storia di Enrico e con essa tutto una continua presa di coscienza di Vani. Tante sono state le frasi che ho sottolineato, su cui mi sono soffermata a riflettere e tanti sono stati i passaggi che mi hanno fatto sorridere, quelli che mi hanno fatto ridere sonoramente, quelli che mi hanno commosso o più generalmente emozionato.Il libro è scritto, come sempre, in maniera impeccabile, con un italiano meravigliosamente evoluto, con riferimenti e citazioni mai pesanti ma mai banali, insomma una vera gioia per il cuore.Non mi voglio dilungare con sperticati elogi, non ce ne è bisogno, il libro e tutta la serie parlano da sé, Do solo un consiglio generale per chi ancora non si fosse avvicinato al mondo di Vani Sarca: questo romanzo non si può leggere come uno stand alone, bisogna cominciare dal principio e lasciarsi guidare dalla magica penna di Alice Basso.5 stelle sono poche
Sono rimasta un po' delusa da ques'ultimo romanzo (e da quanto sembra anche ultima avventura di Vanni Sarca).Ritrovare i personaggi conosciuti e amati è sempre un piacere come la lettura di una sintassi leggera e piacevolissima perchè, va detto, Alice Basso scrive veramente bene.Tuttavia non ho apprezzato la deriva nel "volemose tutti bene", la mancanza di un tratto giallo seppur minimo e la stucchevolezza finale. In fondo qui la protagonista è Vanni e l'autore Alice Basso, mica la Kinsella!Troppo costruito a tavolino e troppo zuccheroso il finale della serie.Consigliato solo agli appassionati di Vani Sarca che proprio non vogliono perdersi nulla su di lei (un po' come me).
Che dire? Era pur necessario un seguito alle conclusioni, rimaste sospese, del libro precedente : Enrico, senza chiavi, senza giacca, senza telefono, se ne va dalla porta di casa e si capisce che non tornerà.Questa volta (5° vol della serie ) il personaggio migliore, sempre ‘tutto tondo’ è Berganza, che ormai sa calarsi bene nella parte dell’”uomo perfetto”, mentre lei , Vani Sarca, è troppo sé stessa, come la conosciamo, e un po’ scontata : generosa se le va, e ribelle, i suoi difetti sono la sua qualità , e anche un po’ viceversa. Fino a metà si rimane perplessi, dentro ai vari passi sulla ricerca di Enrico, poi l’intreccio comincia a catturarci, nel frattempo una tecnica narrativa, che qui non descrivo per non dare anticipi, ci aveva già messo sulla strada per una probabile (Sì? No?) svolta, e per immaginare un ruolo per un nuovo personaggio.Poi, in una nuova sé stessa che Vani decide di riconoscere (comprimari tutti i personaggi, maggiori e minori, della serie, compreso quel ‘tamarro’ dell’agenzia immobiliare) la nostra eroina sceglie di mettersi in gioco sul tema “ fargli del bene anche se non l’hanno chiesto”: impegnativo, e difficile riuscirci senza nemmeno un pochino di retorica, una caduta a cui nemmeno lei sfugge.In complesso non mi sento di andare oltre le tre stelle, ringrazio comunque l’autrice che ci ha aiutato a seguire tutto il ‘percorso di formazione’ di V.S. e a rimettere in ordine i nostri ricordi di lettori, riproponendo qui tutti i personaggi, presenti e passati, una operazione anche editoriale, credo, per sancire la chiusura della serie.Quanto a Enrico: a me era simpatico anche quando era antipatico!Consigliato solo a chi ha letto i precedenti.
Una conclusione della serie degna del primo romanzo, che mi aveva divertito e fatto affezionare a Vani e alla sua inventrice. Poi si erano succeduti libri meno convincenti, un po' stiracchiati. Qui la Basso torna in gran forma, con una storia originale, personaggi che si completano mirabilmente, uno stile scoppiettante ma senza esagerazioni (forse qualche lungaggine di troppo..).Mi auguro che pa Basso si prenda tempo per creare, senza fretta e con l'indubbia capacità di usare le parole che la contraddistingue, un altro personaggio a cui il lettore possa affezionarsi.
Che dire? La triste verità è che è finita la saga di Vani Sarca. Ma anche con quest'ultimo libro ho riso e ho anche pianto, ho amato e odiato i personaggi, ho atteso la vendetta finale con ansia. Certo che un finale così spiazza.Non spero in un sesto romanzo, la storia di Vani finisce così, com'è giusto che sia. E se, nel quarto libro, siete rimasti delusi dalla quasi redenzione di Vani, non potrete non amare questo, dove la nostra eroina redenta escogitare un piano machiavellico da levare il fiato. E dove Enrico, per la prima volta, merita un applauso da standing ovation di 20 minuti.
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